I russi in Ucraina? È solo disinformazione, sono aiuti umanitari

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NEWS 9393Andrey Nikiforov, politologo russo ed editorialista: «Le sanzioni contro Mosca sono una manipolazione degli interessi di quei Paesi, Italia compresa»

di Gianluca Savoini

I carri armati russi sono entrati in Ucraina,? “La verità è che siamo nel pieno di una guerra di disinformazione. La Russia sta mandando e continuera a inviare aiuti umanitari nel Donbass attaccato dai golpisti di Kiev”. Gli Usa e la Germania spingono per nuove sanzioni? Non importa, Putin non mollerà. “Le sanzioni europee contro Mosca rappresentano una manipolazione degli interessi nazionali di quei paesi, Italia compresa. Evidentemente la politica dei paesi europei dipende da decisioni prese altrove”. Andrey Nikiforov, politologo russo ed editorialista del giornale “Lo specchio della Crimea”, gira il coltello nella piaga di una Ue succube della strategia atlantista di accerchiamento della Russia e avverte con convinzione: “Mosca andrà avanti per garantire aiuti umanitari ai cittadini che soffrono nel Donbass, perchè a Kiev c'è gente che gioca sporco su quella tragedia”,

Andrey Nikiforov, la Lega Nord ha chiesto ufficialmente al governo italiano di respingere le richieste dell'Ue sulle sanzioni alla Russia e chiede a Renzi di cacciare il ministro degli Esteri Mogherini, totalmente serva degli interessi antirussi. Il Carroccio inoltre sostiene che l'embargo dei prodotti italiani verso la Russia rovina la già fragile economia italiana. Cosa pensa di queste dichiarazioni leghiste?

Per me e' difficile stimare il potenziale dell'economia italiana. Ma il buon senso dice che le sanzioni che sono state emesse da un paese (oppure da paesi con cui questo paese e' alleato) contro i propri interessi e che servono gli interessi degli altri sono evidentemente sfavorevoli e lo mettono in grande pericolo. Si tratta evidentemente di una manipolazione. Se un paese permette di essere condizionato dalla volonta di altri, questi ultimi ne approfitteranno. Si tratta di una posizione strategicamente inaccettabile, in quanto porta a dipendere dalle decisioni prese altrove, al di fuori del proprio paese. Dall'altro lato fa piacere sapere che in Italia ci sono poteri politici che capiscono che l'embargo russo e' solo una risposta fondata sulla volontà di non essere condizionati da una volontà esterna. I paesi europei (Italia inclusa) quindi si trovano tra l'incudine e il martello.

La Russia vorrebbe aiutare, collaborando con la Croce Rossa internazionale, i cittadini ucraini colpiti dai militari ucraini nelle zone del sud est. Ma Kiev, insieme a Bruxelles, alla Nato e agli Usa, minaccia Mosca e proibisce di inviare convogli umanitari. Cosa succederà?

Ci troviamo in una situazione paradossale, direi anche «insopportabile». La comunità mondiale fa finta che non succede niente di grave nel Donbass, che tutto ciò che sta accadendo sono solo affari interni dell'Ucraina. Cosi cercano di trasformare la comunità internazionale in collaborazionista dei crimini del governo di Kiev. Sia ben chiaro comunque che l'aiuto umanitario dei cittadini russi e delle organizzazioni pubbliche russe e' stato inviato, si invia e continuerà ad essere inviato nella regione in cui si è scatenata la guerra. Le polemiche riguardanti il convoglio umanitario a mio avviso ha fatto gettare la maschera a quelli che stavano trafficando in maniera vergognosa intorno agli aiuti in Novorossya. La Russia ha assicurato il controllo internazionale e permesso anche il controllo da parte dei funzionari governativi dell'Ucraina in merito al transito del convoglio, i dettagli del carico e tutto il resto. In questo modo Mosca ha confermato con i fatti la sua intenzione di aiutare tutta la gente che ne ha bisogno. E tutti I giochini sporchi intorno al convoglio e il ritardo della consegna sono voluti da gente che non pensa alla sofferenza degli altri, ma pensa alla possibilità di fermare la loro resistenza ad ogni costo. Quelli pensano solo a come fermare la Resistenza antifascista dei cittadini di Novorossiya. E quindi mi dica lei: come possiamo chiamare tutte queste persone che cercano di fermare il convoglio umanitario?

Lei crede che fra poco, quando arriverà l'inverno e il freddo, l'Europa avrà problemi per il rifornimento di gas per riscaldamento?

Credo che sia finalmente arrivato il momento per le capitali europee di pensare bene a ciò che stanno facendo. Che a Kiev si trovino persone irresponsabili, veri provocatori professionisti ormai e' chiaro a qualsisi osservatore lucido e corretto. Da gente simile si può aspettare di tutto e di più. Fino a quando questi signori controlleranno il transito del gal russo in Europa, non si potrà mai avere alcuna garanzia di sicurezza su un passaggio certo del gas senza ostacoli da parte loro.

Dopo la Siria, anche in Palestina e in Iraq gli americani stanno sbagliando tutto e creano solo enormi problemi per la pace nel mondo. Qual è il suo pensiero su questo argomento?

Credo che la politica estera di Washington stia vivendo il fallimento del sistema americano. Evidentemente gli USA non hanno niente da offrire al mondo come idea di edificare un sistema mondiale pacificato. Democrazia? Troppo volgare. E i fatti concreti della politica estera statunitense evidenziano che la democrazia non si trova in prima fila tra i loro valori. Cosa dire di più? Gli americani hanno imparato abbastanza bene a destabilizzare la situazione in diversi paesi. Ma hanno dimostrato soprattutto di essere incapaci a gestire i conflitti che loro stessi hanno causato. Washington non sa assolutamente come uscire da questi conflitti. Sta velocemente perdendo il controllo dei processi mondiali, ma senza avere il controllo su di essi e impossbile preservare a lungo lo status di unica superpotenza globale.

Che posizione avete verso Israele che ha bombardato per 50 giorni anche i civili a Gaza, uccidendo donne e bambini innocenti?

I bombardamenti che causano i morti di donne e bambini , sia nel Donbass o a Gaza, sono ugualmente inaccettabili. Pero il mondo ha bisogno di risolvere soprattutto il problema del terrorismo. Credo che la soluzione sarebbe quella non di combattere le azioni terroristiche, ma piuttosto quella di liquidare le condizioni che creano il terrorismo. Così torniamo nuovamente alla necessità primaria e incontrovertibile, quella di rivedere in maniera radicale tutto il sistema di potere mondiale.

Fonte: La Padania

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