Intervista al politologo russo Andrej Nikiforov su Russia ed Ucraina

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Andrej2“L’ideologia estremista che guida il regime di Kiev e che fa tanto comodo a chi vuole un’Europa debole e divisa, se non viene fermata a livello internazionale, si diffonderà anche in Europa e distruggerà la sicurezza continentale. Per questo dalla Crimea arriva un appello chiaro a tutti gli europei: fermiamo la peste arancione prima che sia troppo tardi, perché è quello il colore del regime golpista di Kiev”. Andrey Rostislavovich Nikiforov, politologo e scrittore di Crimea, lancia l’allarme, mentre l’esercito ucraino continua a bombardare i sobborghi di Donetsk nel tentativo di “normalizzare” il sud-est ucraino, a maggioranza favorevole alla secessione da Kiev e al ricongiungimento territoriale con la Federazione Russa. Proprio come ha fatto la Crimea (senza però alcun spargimento di sangue e in maniera totalmente pacifica e democratica) con il referendum del 17 marzo scorso.

Prof. Nikiforov, il politologo Alexandr Dugin, qui a Milano a inizio luglio, ha detto che, dopo la caduta di Slaviansk e quella possibile di Donetsk , Kiev vorrà riprendersi anche la Crimea, che considera territorio ucraino occupato illegalmente dai russi. Avete paura?

Io non condivido il pessimismo di Dugin e non credo che Donetsk sarà presa cosi velocemente. La città è quasi dieci volte più grande e molto più popolata di Slaviansk. In più Donetsk è solo un nucleo di un vasto agglomerato di città, ovvero parecchie  città unite fra loro con frontiere amministrative. Tutto questo si trova lontano da Kiev e più vicino alla frontiera della Russia che Slaviansk. Cosi la presa di Donetsk da parte dell’esercito ucraino non è facile. Ho dubbi che i drappelli punitivi ucraini, così come sono messi, potranno raggiungere questo obiettivo. Parlando della Crimea,non è che Kiev vorrà cercare di riprendersela soltanto dopo l’eventuale caduta di Donetsk. Per il regime di Kiev si tratta del suo desiderio più grande, una sua idea fissa. Secondo me questo durerà a lungo. Può darsi che durerà parecchi anni e così il “progetto Ucraina” non si chiuderà per diverso tempo. Certamente la vicinanza con lo stato nazista ucraino non può non creare preoccupazione. Adesso in Kiev le teste più lucide stanno cercando di inventarsi diverse schifezze che possano infastidire la Crimea: si danno da fare a pensare in quale maniera potrebbero avvelenare meglio la nostra esistenza. Però l'azione militare dell'esercito ucraino in Crimea è secondo me una cosa assolutamente fantastica. Il prof. Dugin ha una ampia immaginazione per dar vita a questo scenario. Vorrei ricordare che non serve far entrare l’esercito russo Crimea. Si trova qui da 240 anni, dal 1774, quando le città di Kerch e di Enicale facevano parte dell'impero russo. Anche durante il periodo della nostra esistenza come territorio dell'Ucraina sovrana i contingenti dell'esercito russo, facendo parte della flotta del Mar Nero, si sono sempre trovati nella nostra penisola. Praticamente tutta la popolazione della Crimea adesso è di cittadinanza russa e si trova sotto la protezione della Federazione Russa. I drappelli ucraini possono perciò combattere senza grandi conseguenze solo contro alcune loro città, specialmente quelle senza vere armi di difesa.  Ma quando devono confrontarsi con un potere ben organizzato, gli ucraini perdono il loro eroismo. Quello che mi preoccupa di più non e il mitico attacco alla Crimea,  bensì la grande impunità del regime di Kiev nel Donbass. Lì si trovano i nostri connazionali. Dobbiamo salvarli dal genocidio. E questo è l'obiettivo non solo della Russia, ma di tutto il mondo civile. Perché i neonazisti che hanno preso il potere a Kiev non minacciano solo la Russia.

Cosa deve fare Putin secondo voi? Mandare l'esercito russo a difendere Donetsk?

La decisione più semplice sarebbe quella di far entrare l'esercito nel territorio del Donbass, in tutto il sudest, fino al fiume Dnepr, cacciando sulla riva destra tutti i drappelli estremisti e procedere alla “denazificazione” di tutto il territorio ucraino. Quindi sul territorio liberato indire un referendum indipendentista in ogni regione. Quelli che sceglieranno di far parte di Novorossia, ne entreranno come soggetti della nuova federazione; quelli che sceglieranno l’Ucraina, potranno vivere dentro l'Ucraina sovrana. Quelli che decidono di esistere come indipendenti (e questo può succedere in Transcarpazia), faranno come vogliono.

Quindi la Russia sta facendo bene ad essere attendista oppure no?

Secondo me Putin e il governo russo stanno seguendo la strada più sicura: cercano di internazionalizzare la questione ucraina, coinvolgendo la comunità internazionale per trovare una soluzione. La tattica è quella di mostrare chiaramente a tutti che è in corso un genocidio, che ci sono enormi violazioni del diritto internazionale e ucraino da parte del regime di Kiev. Mentre gli Stati Uniti invece vogliono esattamente l’opposto: vogliono far vedere a tutti che ciò che sta accadendo sul territorio che prima si trovava nello stato ucraino è solo un problema interno all'Ucraina. Per farlo, devono impedire all’informazione vera di emergere. Se si comparano questa due differenti idee, è molto semplice capire chi dice la verità. In più la Russia sta aiutando i cittadini del Donbass utilizzando un approccio diplomatico. Anche se è evidente a tutti che per fermare gli attacchi aerei e la violazione del territorio russo da parte delle forze armate ucraine, la Russia avrebbe il diritto di rispondere in maniera più dura e diretta. Ma in questo momento la posizione della Russia come membro della comunità  internazionale è impeccabile.Evidentemente ogni cittadino russo non è felice di questa situazione, ma ribadisco ancora una volta che a mio avviso si sta lavorando per creare un fronte unico internazionale, per non lasciare il pallino solo in mano alla Russia.

Cosa volete dire agli europei dalla Crimea libera? Anche in Germania peraltro sta aumentando l’opinione pubblica contraria alle sanzioni contro la Russia e l’espulisone del capo della Cia da Berlino dimostra che i tedeschi sono stanchi di subire le interferenze degli americani…

Vorrei solo sottolineare che se la peste “arancione” (perchè il neonazismo ucraino ha questo colore) non verrà localizzata e distrutta nella sua culla ucraina, potrà espandersi in  tutta l'Europa. Perché in Ucraina sta emergendo davanti a noi e a voi europei un aggressore che ha mire non soltanto verso la Russia, anche se soprattutto verso la Russia. Si tratta di un gruppo di potere creato per distruggere tutto l'equilibrio della sicurezza europea. Chi potrebbe approfittare di questa situazione non è difficile da indovinare, certo non sono né i russi né gli europei occidentali. Dobbiamo quindi unire le forze per lottare contro questa politica aggressiva: per difendere la sicurezza dell’Europa, i valori fondamentali della cultura europea, le tradizioni e le identità dei nostri popoli. Se ci riusciremo,  assicureremo il nostro futuro. Se vi rinunciamo, e  mostriamo la nostra indifferenza, ci faranno a pezzi, ci divideranno in piccoli atomi e ci trasformeranno in qualcosa di estraneo a noi stessi.

di Gianluca Savoini


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